Una
posizione comune, esposta in un documento in 30 punti i cui dettagli non
sono ancora stati resi noti, è il risultato dei colloqui tra i dirigenti
dell’opposizione somala, riuniti nella capitale eritrea, Asmara, per il
‘Congresso somalo per la liberazione e la ricostruzione’. Secondo il
portavoce Zekaria Mahmoud Abdu, l’accordo raggiunto dai partecipanti
servirà a mandare via le truppe di Addis Abeba dispiegate in Somalia a
sostegno del governo di transizione di Abdullahi Yussuf contro le Corti
islamiche, che presero il potere tra giugno e dicembre 2006. I
partecipanti alla riunione accusano i soldati “invasori” di “atrocità”
commesse a Mogadiscio. Zekaria ha aggiunto che dal Congresso nascerà
un’organizzazione, composta da un consiglio centrale, un presidente e un
segretario. Apprezzamento è stato espresso per le parole di Patrizia
Sentinelli, vice-ministro italiano agli Esteri, che durante la riunione
a Roma del ‘Gruppo di contatto internazionale sulla Somalia’ (Gci) aveva
sottolineato la drammaticità della situazione in Somalia e sostenuto il
potenziamento e il totale dispiegamento della missione dell’unione
africana (Amisom) che “aiuterà a creare le condizioni per il ritiro
degli etiopici”. Intanto da Mogadiscio, fonti somale riferiscono che uno
scontro è avvenuto ieri sera davanti all’ex-ministero della Difesa,
nella zona sud della città; si ignora se i combattimenti, probabilmente
tra soldati di Addis Abeba a insorti, hanno provocato vittime. Nella
giornata di ieri, una vasta operazione di rastrellamento era stata
condotta da militari somali ed etiopi nel mercato di Bakara, il più
grande nell’area meridionale della capitale, dove un centinaio di
persone sono state uccise in attacchi o attentati negli ultimi tre mesi.
fonte:
misna