JANAALE.COM 
www.janaale.com - KU XAYEYSIISO GANACSIGAADA

 

 Home Gallery Music Sport Contact   

 

NOTIZIE DI OGGI 05/01/06
 

 Italia apre al Governo Somalo di transizione

Il sottosegretario agli esteri Alfredo Mantica ha «notificato» al presidente del TNG, che l'ambasciatore sarà sua controparte

JOHWAR (SOMALIA) DAL NOSTRO INVIATO – Il governo italiano riconosce il nuovo Governo Federale di Transizione somalo. A portare la notizia ufficiale è venuto a Johwar, capitale provvisoria, il sottosegretario agli esteri con delega per l’Africa, Alfredo Mantica coadiuvato da coloro che in questi mesi da Nairobi hanno intessuto una laboriosa rete diplomatica: Mario Raffaelli e il suo vice, Stefano Dejak. La Somalia da quindici anni è sconvolta dalla guerra civile, senza un’amministrazione stabile che possa portarlo fuori dalla palude della violenza e della ferocia.

GIRO DI PAROLE DIPLOMATICO - L’Italia ora scommette su questo nuovo tentativo di portare la pace. Mantica ha incontrato il presidente del TNG, Ali Mohammed Gedi, e gli ha spiegato in gergo diplomatico come l’ambasciatore Francesco Lanata diventerà la controparte del suo governo. Formalmente, infatti, non si tratta di una vera e propria apertura di relazioni diplomatiche (anche perché l’Italia riconosce gli Stati e non i governi) e si tratta solo di una «notifica», giacché il nostro diplomatico era già di stanza a Nairobi con l’incarico di seguire le vicende somale. Di fatto, invece, si tratta di un vero e proprio riconoscimento. Il giro di parole che accompagna la nomina è dovuto al fatto che nel governo italiano c’è chi nutre perplessità sul nuovo corso della nostra ex colonia e non se la sente di compiere un passo troppo lungo e cioè l’apertura formale di relazioni. Ghedi, un paio di mesi fa, era venuto in Italia con la promessa di incontrare il ministro degli esteri Gianfranco Fini, ma la riunione saltò all’ultimo momento saltò, proprio perché qualcuno consigliò al capo della nostra diplomazia di soprassedere.

SIGNORI DELLA GUERRA - La vita del governo federale (varato nell’ottobre 2004) non è assolutamente facile. Mogadiscio è ancora in mano ai suoi oppositori, signori della guerra che si oppongono a qualunque normalizzazione del Paese. Tre in particolare (Qaniare Afrah, Mussa Sudi e Osman Ato) che hanno anche incarichi nell’esecutivo, ma in realtà dell’esecutivo non vogliono saperne. Un quarto, lo speaker del Parlamento, Sharif Hassan Aden, era fino a poche ore fa loro alleato, infatti non aveva mai convocato una riunione dell’Assemblea. Ma proprio durante l’incontro tra Mantica e Gedi è arrivata la notizia dallo Yemen che il presidente della Repubblica, Abdullai Yussuf, e lo stesso Sharif Hassan si sono incontrati e hanno sottoscritto un documento comune con il quale si impegnano a convocare il parlamento entro un mese. Se ci riusciranno, il semaforo, per la Somalia, scatterà sul verde. Se l’iniziativa fallirà il Paese resterà ancora inchiodato da una luce rossa.

 

Massimo A. Alberizzi
malberizzi@corriere.it

05 gennaio 2006

 

 

 

 



 


Copyright(c) 2001 Nritti riserva i.

 

RAMADAAN KARIIM

Towjiidka Qur'aanka
Tafsiirka Qur'aan

Waqtiga Salaadda

 

JANAALE

SHABEELADA HOOSE

BEERAHA JANAALE

BACAAD CELINTA SHALAAMBOOD

DAMEER SOOMAALI

GEED QURAC AH

 

SHABEEL

RAMADAN GREETING CARDS